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La stazione Bayard

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Benvenuti al nuovo appuntamento della rubrica: “π‘΅π’‚π’‘π’π’π’Š π’‚π’π’•π’Šπ’„π’‚: π’”π’•π’π’“π’Šπ’‚, π’‚π’π’†π’…π’…π’π’•π’Š 𝒆 π’„π’–π’“π’Šπ’π’”π’Šπ’•π’‚'”.

Al Corso Garibaldi di Napoli esiste un rudere di tufo sommerso dalla vegetazione selvatica: Γ¨ quello che rimane della stazione di partenza della borbonica ferrovia Napoli-Portici, la prima strada ferroviaria inaugurata il 3 ottobre 1839.

Dopo decenni di incuria e di indifferenza da parte del Comune, proprio in settimana sono iniziati i lavori ed Γ¨ stato dato il via alla valorizzazione della stazione, dopo la firma dell’accordo tra comune e FS Italiane.

Armando Giuseppe Bayard de la Vingtri fu l’ingegnere che ebbe la convenzione per la costruzione di una linea ferroviaria. L’omonima stazione era il capolinea della ferrovia Napoli-Nocera il cui tratto iniziale fu la Napoli-Portici.

Ad appena sette anni dalla realizzazione della prima strada ferrata del mondo – la Manchester-Liverpool – l’ingegnere Bayard progettΓ² la prima ferrovia italiana il cui capolinea era ubicato in Via dei fossi, l’attuale Corso Garibaldi. L’edificio era composto da due piani con tre archi d’accesso.

Con l’unitΓ  d’Italia e l’entrata in esercizio della nuova stazione Garibaldi, la stazione Bayard cessΓ² il suo uso. Negli anni Venti, fino al 1943, fu trasformata in un teatro, il Teatro Italia, a uso del Dopolavoro Ferroviario.

Prima i bombardamenti del 1943 e poi il terremoto del 1980 furono la causa del crollo quasi completo dell’edificio. Si spera, con i lavori, di farne un polo museale per dare alla stazione quel posto nella storia ampiamente meritato.

Saluti cordiali,

Pino Spera, Responsabile della Sezione Storia della Biblioteca I Care, Pomigliano d’Arco (NA).

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