Roma – un Olimpico con molti spazi vuoti, conseguenza della protesta dei tifosi della Lazio nei confronti del presidente Claudio Lotito, ma un sostegno alla squadra che si è fatto sentire già molto prima del fischio d’inizio. Migliaia di sostenitori biancocelesti hanno infatti deciso di accompagnare il pullman della Lazio dal ritiro fino allo stadio, con un lungo corteo di motorini per trasmettere forza e vicinanza ai calciatori in vista della sfida contro il Milan.

Una dimostrazione d’amore che sembra aver dato immediatamente energia alla squadra. Nel primo tempo la Lazio gioca una delle sue migliori frazioni di questo inizio di stagione: intensità, aggressività, qualità e soprattutto concretezza. I biancocelesti mettono in difficoltà il Milan e riescono a costruire un doppio vantaggio, andando negli spogliatoi sul 2-0.
Per quarantacinque minuti sembra una serata perfetta. La Lazio controlla il campo e il Milan appare incapace di trovare le contromisure necessarie. Nella ripresa, però, cambia completamente la partita.

Il tecnico portoghese dei rossoneri interviene pesantemente sulla squadra effettuando quattro sostituzioni. Tra i giocatori richiamati in panchina anche il quarantenne Modric, protagonista di una prestazione poco brillante. Le mosse cambiano volto al Milan, che aumenta ritmo e velocità e comincia progressivamente a prendere campo.
Sulla fascia sinistra Moreira diventa imprendibile. La sua accelerazione mette continuamente in difficoltà la difesa laziale: corre, attacca gli spazi e soprattutto trova due reti che permettono al Milan di recuperare una partita che sembrava ormai indirizzata verso una vittoria biancoceleste.
Dal 2-0 si passa così al 2-2 e nel finale la sensazione è addirittura che il Milan possa completare la rimonta. La Lazio, dopo aver speso moltissimo nella prima parte della gara, fatica a mantenere lo stesso livello di intensità, mentre i rossoneri possono sfruttare energie fresche e soluzioni differenti.
Ed è probabilmente proprio qui che emerge la principale differenza tra le due squadre: la profondità della rosa. Il Milan durante l’estate ha cambiato molto, investendo cifre importanti e mettendo a disposizione dell’allenatore numerose alternative. La Lazio, al contrario, ha condotto una campagna acquisti molto più contenuta e quando arriva il momento di cambiare uomini e caratteristiche durante la partita il divario diventa evidente.
Resta quindi un grande rammarico per i biancocelesti. Dopo un primo tempo di altissimo livello e un vantaggio di due reti, portare a casa soltanto un punto lascia inevitabilmente l’amaro in bocca. Una vittoria avrebbe infatti permesso alla Lazio di conquistare da sola la vetta della classifica.
Il 2-2 contro il Milan lascia comunque anche indicazioni positive. La Lazio ha dimostrato di poter giocare alla pari, e per lunghi tratti persino meglio, contro una squadra costruita con investimenti decisamente superiori. Per fare il salto di qualità, però, servirà riuscire a mantenere intensità e lucidità per tutta la partita e soprattutto trovare maggiori alternative dalla panchina.
La serata dell’Olimpico racconta così due volti della stessa Lazio: quella brillante e dominante del primo tempo e quella costretta a resistere alla crescita del Milan nella ripresa. Sullo sfondo resta un popolo biancoceleste che, nonostante la contestazione alla società, ha voluto separare nettamente la protesta dal sostegno alla squadra, accompagnandola in migliaia verso lo stadio.

