Fusion Experience: Peppe Errichiello, Raf Bonetta e Sasà Martucci, un dialogo di gusto tra Napoli e Tokyo

Tre grandi maestri dell’arte bianca, sei pizze e un dialogo di gusto tra Occidente e Oriente. Ad Afragola, da Pizzeria Donna Margherita, la Fusion Experience ha riunito Peppe Errichiello, Raf Bonetta e Sasà Martucci, insieme per raccontare, ciascuno attraverso il proprio stile, un’idea di gusto che guarda alla ricerca, alla contaminazione e al territorio. Una serata nata nel segno della condivisione, in un’atmosfera di convivialità, tra sorrisi, abbracci e quella naturale complicità che nasce quando a incontrarsi sono persone legate dalla stessa passione. Perché oltre ai dischi di pasta, agli ingredienti e alle tecniche, ci sono stati soprattutto l’amicizia, la gioia di celebrare successi e il desiderio di sostenersi nelle nuove sfide.

Peppe Errichiello, Raf Bonetta e Sasà Martucci, interpreti della pizza contemporanea, hanno portato in tavola tre identità precise, tre modi differenti di lavorare, attraverso impasti, ingredienti e accostamenti capaci di raccontare la loro personale idea di pizza. Un percorso che mette insieme tecnica e creatività, ricerca e attenzione alla materia prima. Tokyo e Napoli non sono mai state così vicine. Un percorso sensoriale in cui la precisione e la delicatezza della cucina giapponese incontra il calore, l’energia e il cuore di Napoli. Davanti a una pizza, ogni distanza sembra improvvisamente scomparire. Non una semplice contaminazione, ma la possibilità di mettere in dialogo culture diverse, lasciando che ciascuna conservi la propria identità.

Sei pizze, tre firme
Sei proposte, due per ciascun maestro. A fare da Cicerone in questo viaggio tra Occidente e Oriente è Peppe Errichiello, originario di Afragola e da diciotto anni in Giappone, dove ha costruito il proprio percorso professionale fino a raggiungere il primo posto nella classifica 50 Top Pizza Asia-Pacific 2026. Accanto a lui Raf Bonetta, tra gli interpreti della pizza contemporanea, premiato con i Tre Spicchi Gambero Rosso e con il riconoscimento di Novità dell’Anno 2024 di 50 Top Pizza Italia, e Sasà Martucci, alla guida de I Masanielli di Caserta e Milano, da anni impegnato sui temi della sostenibilità, presente nella Top ten della stessa guida, con il riconoscimento Forno Verde 2026 e Tre Spicchi Gambero Rosso.

Peppe Errichiello interpreta la contaminazione gastronomica attraverso accostamenti che guardano alla cultura giapponese senza perdere il legame con la matrice napoletana. Ingredienti selezionati, ricerca e sperimentazione diventano gli strumenti di una pizza che racconta il suo personale percorso tra Napoli e Tokyo.
Raf Bonetta concentra la sua ricerca sull’impasto, elemento centrale della sua interpretazione. Una base studiata per struttura, consistenza e leggerezza, pensata per accompagnare gli ingredienti e costruire un equilibrio preciso tra disco e topping.
Sasà Martucci, attraverso l’esperienza de I Masanielli, lavora invece sull’equilibrio degli elementi e sulla valorizzazione della materia prima. Ingredienti riconoscibili, accostamenti calibrati e una pizza che guarda alla sostenibilità senza rinunciare alla ricerca.
Tre sensibilità diverse, dunque, ma una comune attenzione alla qualità degli ingredienti, alla tecnica e alla costruzione del gusto.

Un napoletano al Wasabi
La serata è stata anche l’occasione per celebrare il ritorno di Errichiello e la presentazione di Un napoletano al Wasabi, il libro che ripercorre la sua esperienza professionale e il percorso che lo ha portato fino al riconoscimento dei Tre Spicchi Gambero Rosso e ai vertici di 50 Top Pizza a Tokyo. Un titolo che racconta già nel nome l’incontro tra due mondi: Napoli e il Giappone. Un percorso professionale che attraversa migliaia di chilometri senza interrompere il legame con la propria terra d’origine. Ed è proprio questo legame a trasformare il progetto editoriale in qualcosa che va oltre il racconto personale. Il ricavato delle vendite, attraverso l’associazione Sol Levante, portata avanti insieme alla moglie Stefania Tuccillo e al maestro Mario Palermo, sarà destinato a progetti rivolti ai bambini speciali e al reinserimento sociale dei giovani attraverso la pratica del judo. Un gesto che lega la dimensione professionale a quella sociale e restituisce al successo individuale una dimensione collettiva.

Degustazione: un viaggio tra culture, memoria e contaminazioni.
 Il cuore della Fusion Experience: un percorso di degustazione, sei creazioni che raccontano tre personalità, tre sensibilità e altrettanti modi di interpretare la pizza contemporanea. Un viaggio che parte da Napoli, attraversa suggestioni giapponesi e internazionali e torna infine alla dimensione più intima della memoria e della tradizione.
Ad aprire il percorso è “Bignè 2.0 – Dal Giappone con furore” di Peppe Errichiello: ricotta di bufala al tè matcha, tartare di orata ai sentori di shiso, cremoso di bufala e caviale. Un’apertura che dichiara subito la vocazione della serata: contaminare senza cancellare l’identità, lasciando che ingredienti e culture diverse trovino un nuovo equilibrio.
Segue “Ode al Pomodoro” di Sasà Martucci, una vera dichiarazione d’amore all’ingrediente simbolo della cucina italiana. Salsa di Pomodoro San Marzano DOP Solania cotta a legna, datterini gialli e rossi dry, primosale di bufala, gel di ciliegini fermentati, crumble di pomodoro secco e Parmigiano Reggiano DOP, basilico e olio EVO Nata Terra. Il pomodoro viene esplorato nelle sue diverse forme, consistenze e intensità.
Con “Emilia” di Raf Bonetta, il racconto cambia prospettiva. Il nome è un omaggio alla nonna Emilia, un legame affettivo che prende forma in un padellino croccante con besciamella al latticello di bufala, zucchina dorata e fritta, prosciutto cotto di maiale grigio ardesia, provola, pepe e pecorino romano. La sublime semplicità che conquista, dove la tecnica contemporanea incontra il sapore della memoria.
Si torna alle contaminazioni internazionali con “Le due culture che si incontrano” di Peppe Errichiello: Base di Fior di Latte e zucchine alla scapece accolgono, in uscita, bresaola di filetto Wagyu (marinata al sale, zucchero con le sue spezie) maionese di ravanello bianco e diamanti di mela Fuji. Napoli e Giappone si incontrano ancora una volta, attraverso consistenze, acidità e dolcezza
Il percorso prosegue con “5 Formaggi ai 4 Latti” di Sasà Martucci: Mozzarella di Bufala DOP, formaggio stagionato di capra grattuggiato, erborinato di vacca affinato all’arancia, crème fraîche, gel di agrumi, frollino al Pecorino Romano e olio evo Erede dell’Azienda Agricola Francesco Pepe. Una composizione costruita sulla complessità dei formaggi e sul gioco tra cremosità, sapidità, freschezza agrumata e croccantezza.
A chiudere il viaggio è “Un Dolce Padellino” di Raffaele Bonetta: padellino al burro, ganache al siero di bufala e cioccolato bianco Venezuela, mela annurca al forno, cannella e caramello salato. Un finale che porta la pizza nel territorio della pasticceria, mixando tecnica, territorio e dolcezza.
La Fusion Experience diventa così una fotografia di una pizza che continua a evolversi senza perdere il proprio centro. Non soltanto impasti e topping, dunque, ma ricerca, contaminazione e capacità di dialogare con altre culture gastronomiche tra emozioni, energia e gusto.

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