SANT’ANASTASIA – Nel pomeriggio di ieri, presso il Santuario della Madonna dell’Arco di Sant’Anastasia (NA), si è svolto il convegno di inizio anno dell’Azione Cattolica della Diocesi di Nola. “Proprio ora germoglia” è stato il titolo della giornata, indicativo del tema portante affrontato. L’evento era riservato in particolare alle figure degli educatori dei gruppi di AC e ai membri dei vari consigli parrocchiali. Dopo una prima ora di spensierata accoglienza, i soci hanno ascoltato il benvenuto del Presidente diocesano Enzo Formisano.
A seguire la significativa testimonianza di un ospite speciale, Diego Grando, responsabile nazionale dell’area Promozione Associativa dell’Azione Cattolica. Tra il 2011 e il 2014 ha rivestito il ruolo di Presidente Diocesano di AC a Vittorio Veneto per due mandati consecutivi. In chiusura i presenti sono stati divisi in gruppi per partecipare a dei laboratori di formazione e confronto. Obiettivo riflettere insieme sull’identità di un’Azione Cattolica che sia consapevole, profetica, dedita, coraggiosa e generosa.
L’intervento di Diego Grando è stato ricco di considerazioni sulla vocazione quotidiana del laico cattolico di AC. “Il luogo in cui Dio ci ha messo è il luogo della nostra santità” ha premesso, ragionando sulla frequente abitudine umana di valutare “l’erba del vicino sempre più verde”. In linea con i propositi del Giubileo della Speranza, ha spiegato che i credenti sono chiamati a diventare nella vita “artigiani di speranza”. Ogni giorno uomini e donne che costruiscono il futuro con il cuore rivolto al cielo.
Si parte da gesti concreti, ma semplici. Ad esempio dalla cura del prossimo ricordando l’importanza di un’Azione Cattolica di tutti e per tutti. Diego Grando spiega che gli altri per i laici cattolici “non sono mai amici scelti, ma sempre fratelli donati”. Secondo i dettami di un amore che non sceglie, ma accoglie. Per costruire una Chiesa che non vuole persone funzionali, ma persone felici. L’altro ha sempre valore, a prescindere dalle circostanze. Senza preferenze.
Un altro prezioso pensiero è stato speso da Diego Grando a proposito del valore della carità. “Il pane vecchio dato ai poveri non è carità. Il tempo che ci avanza non è carità”. La vera carità è scelta, è primizia, è dono che costa. Agli altri si offrono le cose migliori, un po’ come quando si hanno ospiti in casa. Una forma di riguardo, delicatezza e cura. La formula per una Chiesa che non sia solo “dedita”, nel senso di impegnata, attiva. Si mira a una Chiesa dedicata. Consacrata. Appartenente. Una comunità che appartiene a Cristo e si appartiene nel bene.
In fondo “dal bene che vi volete vi riconosceranno”. Il bene vero è attrattivo. È coinvolgente. È contagioso. La prima missione già nel piccolo di ciascuna parrocchia è dunque imparare a volersi bene autenticamente. Non per strategia, ma per verità. Non per riempire i banchi, ma per essere più Chiesa. Per permettere alle persone di scoprire nella comunità il luogo della gioia, non del dovere. Il luogo dell’appartenenza, non del compito. Il luogo dell’incontro, non della fatica.
Di Valentina Mazzella

