di Giuseppe Musto
AFRAGOLA – Era il 17 giugno 2026 quando Gazzetta Sociale raccontava per la prima volta una situazione che già allora destava forte preoccupazione: “Afragola, ascensori guasti da mesi: alcuni residenti con disabilità costretti all’isolamento”.
A distanza di quasi tre mesi, quella vicenda torna a far discutere perché, secondo le nuove segnalazioni ricevute dalla nostra redazione, il problema non sarebbe ancora stato definitivamente risolto.
Oggi sarebbero ancora sei le persone con disabilità costrette a fare i conti con l’impossibilità di utilizzare l’ascensore e, di conseguenza, con enormi difficoltà nel vivere normalmente la propria quotidianità.
Una situazione che, con il passare del tempo, assume contorni sempre più pesanti.
Perché un ascensore guasto può essere un problema tecnico. Ma quando a essere bloccata è una persona con disabilità, quel guasto diventa una barriera che limita concretamente la libertà, l’autonomia e la possibilità di uscire dalla propria abitazione.
Dalla denuncia di giugno alla promessa di agosto.
La vicenda era stata portata all’attenzione dell’amministrazione comunale già nei mesi scorsi. Alcuni residenti, insieme alle proprie famiglie, avevano scelto di manifestare il loro disagio anche durante il primo Consiglio comunale, chiedendo interventi e soprattutto risposte.
In quella occasione sarebbe arrivata una rassicurazione precisa da parte del sindaco: l’ascensore sarebbe stato ripristinato entro la prima settimana di agosto.
Una scadenza che, però, è ormai ampiamente superata.
Siamo a settembre e, secondo quanto segnalato alla nostra redazione, l’intervento risolutivo non sarebbe ancora arrivato. A quanto risulta, inoltre, la nuova procedura di gara per la manutenzione non sarebbe stata ancora completata.
Ed è proprio questo il punto sul quale i cittadini chiedono chiarezza.
Perché non si è intervenuti prima?
La domanda che arriva dai residenti è semplice: perché non è stata adottata una soluzione d’urgenza per garantire immediatamente un servizio indispensabile a persone con disabilità?
Una domanda che merita una risposta pubblica e soprattutto concreta.
Perché mentre le procedure amministrative seguono i loro tempi, la vita delle persone continua ogni giorno.
C’è chi deve uscire per una visita medica, chi ha bisogno di fare la spesa, chi deve recarsi al lavoro, chi semplicemente vorrebbe poter uscire di casa e incontrare altre persone.
Per chi è costretto a utilizzare una sedia a rotelle o ha gravi difficoltà motorie, un ascensore fuori servizio può trasformare la propria abitazione in una sorta di prigione.
E a pagare il prezzo dell’attesa non sono soltanto le persone direttamente interessate, ma anche le loro famiglie, costrette a farsi carico di difficoltà e incombenze aggiuntive.
Tre mesi dopo, la domanda resta la stessa
Da quel primo articolo del 17 giugno sono trascorsi quasi tre mesi.
Nel frattempo è arrivata una promessa con una scadenza precisa: la prima settimana di agosto.
Quella scadenza è passata.
E oggi, a settembre, le segnalazioni parlano ancora di sei persone che attendono una soluzione.
Non per alimentare una polemica fine a se stessa, ma per riportare al centro dell’attenzione una situazione che riguarda diritti fondamentali e dignità delle persone.
La domanda rivolta all’amministrazione comunale, dunque, resta quella di fondo:
A che punto siamo?
Quando verrà effettivamente ripristinato l’ascensore? Quali sono i tempi previsti? E, soprattutto, quali soluzioni sono state adottate nel frattempo per evitare che sei cittadini con disabilità continuino a vivere in una condizione di isolamento?
I residenti hanno già aspettato abbastanza.
A giugno se ne parlava. Ad agosto era stato promesso un intervento. A settembre il problema, secondo le segnalazioni ricevute, è ancora sul tavolo.
Ora servono meno promesse e più fatti.
Perché garantire l’accessibilità non è una concessione: è una questione di diritti, dignità e civiltà.

